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Adolescenza e gioventù

L’associazionismo di base. Strumento per la tutela e la promozione dell’adolescenza e della gioventù.

Obiettivi, risultati attesi e metodologie
L’obiettivo che l’ ENDAS, attraverso questo intervento, si propone di raggiungere, consiste nella tutela sociale dei giovani; tutela realizzata attraverso il rispetto degli uni con gli altri e della condivisione delle buone prassi. L’espediente utilizzato per il conseguimento di questo obiettivo sarà l’individuazione, in riferimento a ciascuna struttura territoriale impegnata nel progetto, delle principale problematiche, afferenti ai più disparati ambiti, che poi si riversano sulla dimensione “sociale” del giovane. Pertanto, in funzione delle peculiarità e delle problematiche di ciascuna struttura territoriale, ambito del progetto, si procederà ad individuare gli elementi che innescano e caratterizzano il fenomeno del disagio giovanile; sulla base di ciò si procederà alla costituzione di gruppi di lavoro, composti dai destinatari provenienti dalle diverse regioni e guidati dai volontari dell’ ENDAS, che tenderanno a studiare strategie ed azioni per la soluzione di tali problemi.

Momento sperimentale ed innovativo del progetto sarà la costituzione di gruppi di lavoro stabili, organizzati sotto forma di associazioni, ed aderenti al circuito dell’ENDAS, costituite dai destinatari finali del progetto. La composizione di tali associazioni sarà effettuata sulla base delle specificità del territorio di appartenenza dei destinatari. Per ciascuna delle strutture territoriali interessate al progetto si è proceduto alla individuazione di due ambiti di intervento, legati a particolari emergenze socio-ambientali-economiche, ritenuti come fattori scatenanti di disagio sociale.

Ambiti operativi

  • tutela e promozione dell’infanzia, dell’adolescenza e dei giovani;
  • promozione, tutela e sostegno per favorire l’inclusione sociale alle persone in condizioni di marginalità o di disagio.

Le metodologie
A seguito di un attenta analisi sono state individuate le seguenti categorie di problematiche (distinte per regione) sulle quali si procederà in un primo momento a formare i destinatari del progetto ed successivamente a renderli operativi con l’affiancamento dei volontari:

  • Campania (educazione alla legalità e problematiche ambientale)
  • Calabria (legalità e cultura)
  • Puglia (orientamento professionale e turismo)
  • Sicilia (legalità e ambiente)
  • Piemonte (violenza giovanile e disagio sociale)
  • Basilicata (orientamento professionale e turismo)
  • Toscana (integrazione razziale e potenziamento del settore socio educativo)
  • Lazio (violenza giovanile e disagio sociale)
  • Emilia Romagna (cultura e disagio giovanile)
  • Umbria (integrazione razziale e potenziamento del settore socio educativo)

In ragione di ciò, sensibilizzare i quadri dell’ente rappresenterà il primo step da seguire all’ interno dell’ iniziativa progettuale; ciò comporterà, in particolar modo nella prima fase del progetto, la necessità di realizzare degli incontri formativi tra i nostri volontari (con competenze generali nella gestione delle attività di tempo libero: momenti formativi - aggregativi – incontri - dibattiti) e gli addetti ai lavori (assistenti sociali – psicologi – esperti settoriali in materia di ambiente, turismo, educazione alla legalità) per preparare i primi allo svolgimento delle attività di progetto.
Una volta terminata la fase della creazione del circuito e della formazione dei volontari, sarà utilizzato, per l’intero periodo progettuale, il metodo della partecipazione attiva dei destinatari del progetto; nello specifico i giovani destinatari, al termine del periodo formativo si costituiranno in associazioni (2 per regione in funzione della tematica prescelta) e saranno inseriti nelle attività progettuali all’uopo predisposte su base regionale (o laddove previsto, su base provinciale). In questo contesto, le strutture decentrate dell’ENDAS fungeranno pertanto da tutor all’interno della fase di start up di tali nuovi organismi che poi potranno, acquisita la debita esperienza, muoversi in maniera autonoma sul territorio di riferimento. Le nuove associazioni giovanili frutto del progetto saranno pertanto messe nella condizione di produrre contributi positivi nei confronti della società in cui operano ed inoltre potranno diffondere il metodo della partecipazione attiva alla soluzione dei problemi accogliendo, tra l’altro, ulteriori istanze di sostegno di giovani che versano in condizioni di marginalità sociale e privi di senso di appartenenza al contesto di riferimento.

Grande spazio sarà altresì dedicato all’azione di sensibilizzazione e promozione sul fenomeno che consisterà principalmente nella realizzazione di seminari, convegni, incontri e dibattiti, che vedranno impegnati sia i volontari del progetto (prima fase) che i destinatari finali (seconda fase) nell’opera di informazione.

I principali risultati attesi

I principali risultati attesi saranno nell’ordine:

  • Procedere alla tutela ed alla promozione degli adolescenti e dei giovani attraverso la riqualificazione sociale e professionale degli stessi;
  • Dotare i giovani di conoscenze e competenze tali da potersi muovere, dapprima in maniera guidata e successivamente in maniera autonoma, come soggetti attivi sul territorio di riferimento in ragione dei problemi che tale territorio presenta;
  • favorire la creazione di un circolo virtuoso in cui i giovani che in una prima fase sono stati i destinatari dell’intervento progettuale, diventeranno in un secondo momento quadri dell’ente e quindi soggetti che, a fronte dell’ esperienza maturata, saranno in grado di innescare meccanismi a catena, finalizzati al recupero sociale e professionale di altri giovani.